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[1.1-40-299|2175]
La concezione leonardesca della Terra come organismo idrogeologico
Dove l’acqua, la terra e il calore si intrecciano in un sistema di forze, distanze e moti governati dal centro del mondo.
Le frasi delineano un modello fisico e filosofico della Terra come entità dinamica, strutturata secondo principi geometrici e meccanici. Il nucleo concettuale ruota attorno alla sfericità dell’acqua e alla sua relazione con il centro del mondo, inteso come punto di riferimento assoluto per gravità e moto. L’acqua, descritta come elemento sferico e immobile nella sua condizione naturale ("l’acqua C non si muoverà per non trovare discenso" - fr:86), si dispone in equilibrio attorno al centro, mentre le irregolarità della terra — montagne, pianure, fiumi — ne alterano localmente la superficie. La distanza dal centro determina la gravità: le parti più remote ("più alte") tendono a muoversi verso quelle più vicine ("più basse"), come enunciato in "l’acqua A e l’acqua C si muoveranno verso l’acqua B" (fr:94).
La Terra è paragonata a un organismo vivente, con analogie tra il sistema circolatorio umano e quello idrico terrestre. Le vene d’acqua ("ramificando per il corpo della terra" - fr:306) sono mosse dal calore naturale, similmente al sangue nelle vene umane ("il naturale calore tira il sangue nelle vene alla sommità dell’uomo" - fr:305). Il calore solare e terrestre svolge un ruolo attivo: solleva vapori dai mari, genera nuvole e piogge ("il caldo dell’elemento del fuoco sempre tira a sé li umidi vapori" - fr:303), mentre il freddo ne provoca la condensazione. L’equilibrio tra questi elementi è precario: le montagne, pur elevate, sono destinate a erodersi ("le cose alte non resteranno in loro altezza" - fr:214), portando la Terra verso una sfericità perfetta, interamente coperta dalle acque.
Il testo affronta anche questioni pratiche, come il comportamento dei fluidi in recipienti o canali. Esperimenti descritti — ad esempio, il travaso d’acqua da un lago attraverso un’apertura ("tutta quell’acqua che si trova dal fine di detta tagliata d’argine in su, passa per essa tagliatura" - fr:156) — dimostrano che il moto dipende dalla differenza di altezza rispetto al centro, non dalla quantità d’acqua. La pressione varia con la profondità ("il termine di sotto del maggior spiracolo è più distante dalla superficie [...] e però è più aggravato dall’acqua che lo preme" - fr:2144), e la forma dei contenitori influenza il flusso ("gli estremi dell’acqua dell’una e l’altra canna non resteranno nel sito della egualità" - fr:2441).
Infine, emerge una visione unitaria della materia: la gravità non è solo una forza verso il basso, ma un principio che regola la distribuzione degli elementi ("la gravità è dupla: attesa al centro degli elementi e al centro della sfericità dell’acqua" - fr:313). L’acqua, la terra e l’aria sono parti di un sistema interconnesso, dove ogni alterazione — come l’erosione o l’evaporazione — modifica l’equilibrio complessivo.
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[2.1-40-1844|1074]
Il comportamento delle acque correnti e la dinamica fluviale
Osservazioni, principi e regole sul moto dei fiumi, l’erosione dei terreni e la formazione dei sedimenti.
Le frasi descrivono il movimento delle acque nei fiumi, nei canali e nei bacini naturali, analizzando le interazioni tra corrente, terreno e ostacoli. Il moto dell’acqua è influenzato dalla conformazione del letto fluviale: "Sempre li corsi de' retti fiumi sono più alti nel mezzo delle loro larghezze, e dalli lati" - (fr:416), con conseguente erosione laterale e deposito di sedimenti. Le correnti generano vortici e rivoluzioni che variano in base alla profondità: "Détte cose portate dal corso dell'acqua [...] saranno di meno rivoluzione che più si profondano" - (fr:2033), influenzando il trasporto di materiali come sabbia, ghiaia e pietre.
L’erosione modella il paesaggio: le piogge trasportano terreno dai monti alle valli ("le piogge portano via il terreno rimosso con più facilità" - fr:1921), mentre i fiumi depositano sedimenti in base alla velocità della corrente ("li sassi sono composti dalli corsi delli fiumi, e si compongono a falde" - fr:43). La forza dell’acqua scava fondali e argini, creando profondità dove le correnti si scontrano ("ivi accadrà profondità" - fr:1682) o dove l’acqua risale dopo una caduta ("fa tal cavo nel luogo dove ella cade" - fr:1688). Le tecniche di deviazione e canalizzazione sono proposte per controllare il flusso: "allargarli forte, o veramente mandarli per molte torture" - (fr:1834), con l’uso di gabbioni e fascine per rinforzare gli argini.
Le osservazioni includono anche fenomeni specifici come il comportamento delle onde ("le gran cadute delle grandi cucie fanno grandi concavità di valle" - fr:774), la resistenza dei materiali trasportati ("l'acqua del mare e de' fiumi torbidi più resiste alli pesi da loro portati" - fr:187) e la formazione di gorghi e laghi ("Gorgo è di natura di pelago [...] con gran cadute e ribollimenti" - fr:27). Esperimenti con vetri e canali artificiali ("Sia fatto di vetro un lato di canale [...] acciò si veda il corso delle acque" - fr:1524) servono a studiare i moti interni, mentre le leggi del moto laterale sono definite in base all’equilibrio tra correnti: "quella cosa sarà di continua rivoluzione laterale, che si muove infra due correnti ineguali" - (fr:2019).
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[3.1-40-2310|1600]
Dinamica dei fluidi nei corsi d’acqua naturali
Principi di velocità, profondità e larghezza nei fiumi secondo le leggi del moto dell’acqua.
Le frasi descrivono il comportamento dell’acqua in fiumi e canali, concentrandosi su velocità, profondità e larghezza. La velocità dell’acqua varia in funzione della larghezza del fiume: "Tanto quanto crescerai la larghezza del fiume, tanto diminuirai la velocità del suo movimento" - (fr:2295). In un fiume di eguale larghezza, l’acqua più veloce è meno profonda: "Dove l’acqua è più veloce essa è di minor profondità" - (fr:2232). La relazione tra velocità e profondità si inverte in presenza di variazioni di larghezza o pendenza, come nel caso di canali stretti che accelerano il flusso: "L’acqua che per istretto canale si mette in alcuna parte di esso più larga, subito si fa più sottile e più veloce" - (fr:1758).
L’obliquità del corso influisce sulla distribuzione della velocità, con correnti più rapide al centro rispetto ai lati: "L’acqua del fiume è più veloce in mezzo che dalli lati" - (fr:1962). Questo principio spiega fenomeni come la risalita di oggetti dal fondo alla superficie o la formazione di vortici e retroflessioni ("retrosi") quando l’acqua incontra ostacoli o variazioni di profondità. La forza della corrente determina anche l’erosione degli argini, soprattutto dove il fiume si allarga improvvisamente: "Dove il fiume acquista subita larghezza d’argine si genera subita corrente" - (fr:439).
La proporzionalità tra larghezza, velocità e profondità è costante: "Se due acque correranno per egual larghezza, profondità ed obliquità di fiume, tale proporzione sarà infra loro corsi, qual fia quella della loro larghezza" - (fr:550). La pendenza del letto fluviale incide sulla velocità, con acque più rapide in tratti più inclinati: "L’acqua vuole di calo ogni tre miglia un piede [...] si muoverà venti braccia per ora" - (fr:2362). Anche la tortuosità del percorso rallenta il flusso: "I fiumi [...] quello di più torto cammino sarà di più tardo movimento" - (fr:642).
Le interazioni tra correnti diverse generano fenomeni come onde, riflessioni e depositi di materiali (ghiaia, sabbia, fango), determinati dalla velocità relativa delle acque. La continuità del flusso è garantita dal principio per cui "il fiume dà transito in ogni parte della sua larghezza con egual tempo a egual quantità d’acqua" - (fr:2308), a meno di interruzioni come argini o variazioni di fondo.
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[4.1-40-362|687]
Il moto dell’acqua: dinamiche di incidenza e riflessione
Traiettorie, impeti e percussioni nell’idrodinamica leonardiana.
Le frasi descrivono il comportamento dell’acqua in relazione ai moti incidenti e riflessi, con particolare attenzione alle forze in gioco durante le percussioni. Il moto incidente, generato da una spinta diretta (es. caduta o corrente), risulta più potente del riflesso, che nasce dall’urto contro ostacoli come argini o fondali. "Sarà più potente il moto del mobile incidente, che il suo moto riflesso" - (fr:358), poiché la percussione riduce l’impeto originario. La debolezza del moto riflesso dipende da fattori come la brevità della traiettoria ("il moto riflesso BC è più debole che il moto EF per essere più corto" - fr:390), l’angolo di incidenza ("quella percussione sarà più debole, la quale è causata infra angoli più diversi" - fr:393) e la densità dell’ostacolo ("infra le percussioni fatte infra eguali angoli, quella sarà di maggior valetudine, la quale si causa in obietto più denso" - fr:387).
L’interazione tra i due moti determina fenomeni come la formazione di onde, generate dalla percussione riflessa ("l’onda non genera, se non dove si trova il moto riflesso" - fr:665) e caratterizzate da una progressione che alterna fasi di innalzamento e abbassamento ("necessità vuole che l’onda a lungo andare si abbassi e si dilati, subentrando dal moto riflesso nell’incidente" - fr:959). Le onde possono assumere forme circolari o sferiche ("l’onda che fa il mobile d’innanzi a sé infra l’aria [...] è figura di mezza sfera" - fr:883) e si propagano fino a esaurire l’impeto, con una persistenza maggiore in acque lente ("le impressioni de’ moti dell’acqua siano più permanenti, dove l’acqua [...] entra in pelago di più tardo moto" - fr:671). La collisione tra onde incidenti e riflesse produce fenomeni di interferenza, come l’innalzamento dell’acqua nel punto di incontro ("sempre infra il moto incidente e il moto riflesso è infima bassezza della larghezza del fiume" - fr:1586), o la generazione di vortici ("dalla superficie al fondo si percotono, e creata ch’è tale rivoluzione essa è sospinta fuori dal sito" - fr:350).
Le dinamiche descritte si applicano anche a contesti specifici, come l’erosione dei fondali ("l’acqua cadente [...] cava il terreno del luogo da lei percosso" - fr:1488) o il funzionamento di mulini ("l’acqua de’ molini deve percuotere le pale delle ruote in angoli retti" - fr:2471), dove l’efficienza dipende dall’angolo di impatto. La relazione tra velocità, impeto e resistenza emerge anche nel confronto tra acqua e aria ("se l’aria sarà più tarda del moto dell’acqua [...] il moto del mobile sopra l’acqua sarà più tardo" - fr:1983), suggerendo una continuità nei principi che regolano i fluidi.
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[5.1-40-1817|1136]
Il comportamento dinamico dell’acqua nei corsi fluviali e la formazione dei moti vorticosi
Dove l’acqua incontra ostacoli, nascono forze che plasmano il letto dei fiumi e ne mutano il corso.
Le frasi descrivono il movimento dell’acqua in canali, fiumi e corsi artificiali, concentrandosi su fenomeni come la percussione contro argini e ostacoli, la formazione di onde, salti e vortici (retrosi). L’acqua, incontrando resistenze laterali o sul fondo, devia il suo percorso generando correnti riflesse che erodono le rive e scavano concavità. La forza dell’impatto dipende da fattori come la velocità del flusso, la forma degli argini (curvi o rettilinei), la presenza di oggetti (obietti) e la profondità del canale. Ad esempio, "La ragione di qnest' effetto sia, che l'acqua che corre per li filimi, sempre va risaltando da riva in riva" - (fr:1817) illustra come l’acqua, rimbalzando tra le sponde, modifichi progressivamente il profilo del fiume, rendendolo tortuoso.
I retrosi (vortici) si formano per la riflessione delle onde contro gli argini o per l’incontro di correnti opposte, come in "l’onda generata per l’obietto V incontrandosi nel punto fi con l’onda generata nell’opposito argine per l’obietto G si riflette nel punto I" - (fr:941). Questi moti circolari consumano il fondo e le rive, creando cavità e alterando la morfologia del corso d’acqua. La potenza dei vortici varia in base alla quantità d’acqua, alla pendenza e alla distanza tra gli ostacoli: "Dove li retrosi generati nell’argine [...] vengono ripercossi dall’onda colonnale dell’opposto argine, maggiormente caveranno e profonderanno il suo argine" - (fr:1768). L’interazione tra correnti dirette e riflesse genera anche onde longitudinali e semicolonnali, che si propagano obliquamente fino a dissiparsi o a urtare altre superfici.
La dinamica descritta include anche il trasporto di sedimenti: l’acqua, rallentando in zone allargate, deposita materiali leggeri, mentre nelle strettoie accelera e scava. Fenomeni come l’innalzamento del livello ("l’acqua maggiormente s’innalza, ed acquista maggior potenza") - (fr:1164) o la formazione di coni d’acqua dopo l’impatto ("l’acqua che ricade [...] penetra insino al fondo, il quale continuamente consuma") - (fr:1836) spiegano l’erosione localizzata. Le osservazioni si estendono a casi specifici, come l’effetto di ostacoli obliqui o la risposta dell’acqua a variazioni di larghezza del canale, dove "l’acqua che per stretto canale si mette in alcuna parte d’esso più larga, subito si fa più sottile e più veloce" - (fr:1758). Il testo menziona anche applicazioni pratiche, come la prevenzione dell’erosione mediante piani di protezione intorno agli ostacoli.
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[6.1-40-826|1555]
Dinamica dei fluidi e principi del moto dell’acqua
Meccanica dei liquidi in movimento: velocità, impeto, resistenza e configurazioni geometriche.
Le frasi descrivono il comportamento dell’acqua in moto, analizzando velocità, impeto e interazioni tra strati sovrapposti. Il moto discendente acquista velocità progressiva: "L'acqua, che discende in ogni grado di discenso, acquista grado di velocità e di peso" - (fr:1345). La continuità del fluido determina moti uniformi, mentre una quantità discreta produrrebbe variazioni di velocità e lesioni nella superficie - (fr:826). La parte inferiore dell’acqua, premuta dalla superiore, risulta più potente e veloce: "la parte inferiore vince e supera la superiore [...] per essere più potente, mentre che resta aggravata dalla superiore" - (fr:2146). L’altezza influisce sulla forza: un aumento di gradi raddoppia il peso sugli strati inferiori - (fr:2245).
La geometria del contenitore modifica il flusso: un condotto circolare riduce il contatto rispetto a uno quadrato - (fr:2278). L’aria sommersa durante la caduta accelera ulteriormente il moto, generando salti accidentali - (fr:1532). Le onde e le correnti si comportano secondo principi di riflessione e circolazione: "la corrente corre più di sopra che di sotto" - (fr:1259). La portata d’acqua in un fiume deve mantenere equilibrio tra ingresso e uscita per evitare accumuli o diminuzioni - (fr:2303). Le gocce aumentano di peso con la velocità - (fr:1560), mentre i venti possono deviare la pioggia in discese oblique - (fr:329). Gli esperimenti con palline e bottini confermano le leggi del moto, estese anche ai liquidi versati da spiracoli - (fr:1361, 2154).
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[7.1-40-1675|2443]
Dinamica dei fluidi e interazioni tra acqua, aria e corpi solidi
Fenomeni di moto, resistenza e percussione nei liquidi, tra cadute, circoli e riflussi.
Le frasi descrivono il comportamento dell’acqua in movimento, con particolare attenzione alle interazioni con l’aria, i corpi solidi e le superfici di contatto. L’acqua che cade da altezza genera percussioni violente, sommergendo aria e creando bolle o "sonagli" sferici che risalgono in superficie ("L'acqua, che cade d'alto nell'altr'acqua, rinchiude dentro a sé certa quantità d'aria" - fr:1501). La forza del colpo determina la formazione di circoli concentrici, riflussi e moti vorticosi, come nel caso di un fiume che, ingrossato dalle piogge, scava il fondo e allarga la propria fossa ("cade con furia infra li bassi pelaghi [...] scalzando e rimovendo li coperti sassi" - fr:1675).
La resistenza del mezzo influisce sulla traiettoria: l’acqua discende per la via più breve, dividendo l’aria sottostante ma non quella laterale ("discende per la via più breve, e divide ed apre l'aria che sta di sotto al centro della sua gravità" - fr:169). Quando incontra ostacoli, come argini o fondali, si divide in correnti contrarie, erodendo le rive ("rodendo e consumando ogni opposizione allarga la fossa in forma rotonda" - fr:1675). La presenza di aria intrappolata modifica la dinamica: bolle d’aria in un pozzo spingono l’acqua verso l’alto ("questa baga [...] spingerà in alto l'acqua a lei soprapposta" - fr:283), mentre l’aria sommersa durante la caduta contribuisce al rimbalzo dell’acqua in superficie ("l'aria [...] risorge ed a levarsi in alto per varie vie" - fr:1732).
Il moto riflesso genera fenomeni come i balzi d’acqua, più alti della caduta iniziale per la velocità della risalita ("il moto della risalita fia molto più veloce che quello del descenso" - fr:1529), o le onde che si propagano in circoli concentrici, come nel caso di pietre gettate in acqua ferma ("causare intorno alle dette due pietre due separate quantità di circoli" - fr:695). La viscosità dell’acqua ne influenza la velocità: dove il flusso è più sottile, il moto è più rapido ("Dove il filo dell'acqua cadente è più sottile egli è per natura più veloce" - fr:1343).
Le interazioni con corpi solidi mostrano come l’acqua modifichi il proprio percorso in base alla resistenza incontrata: un sasso che cade in acqua provoca un sollevamento piramidale ("l'acqua che fugge in alto in forma piramidale" - fr:1410), mentre un oggetto sul fondo viene spostato solo se l’acqua circostante si muove ("quell'acqua che non si muove non può seco condurre altra cosa" - fr:1850). Anche la forma del contenitore incide: in spazi stretti, l’acqua sbalza più in alto per la difficoltà a espandersi lateralmente ("l'acqua che per il colpo vien battuta a fondo più stretta, non può smaltire la sua fuga" - fr:1420). La pressione e il vuoto giocano un ruolo chiave, come nel caso di una canna riempita d’acqua che, sollevata bruscamente, lascia un vuoto temporaneo prima che il liquido si spiani in cerchio ("vedrai l'acqua rimanere alquanto nella forma ch'ella teneva" - fr:1386).
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[8.1-40-768|1531]
Il moto e la dinamica delle acque nei fenomeni idraulici
Dalle leggi della caduta obliqua alle interazioni tra onde, correnti e resistenze ambientali.
Le frasi descrivono il comportamento dell’acqua in movimento, con particolare attenzione alla velocità, alla direzione e alle forze in gioco. L’acqua che cade dal colmo di un’onda si muove più velocemente quanto più la sua traiettoria è obliqua (fr:768, fr:2293, fr:1454), principio ribadito in più passaggi: "Provasi parchi r acqua nella bocca in tal caso caderebbe per linea più obliqua" - (fr:2293) [traduzione implicita]. La declinazione influisce sulla potenza del moto, come nel caso dei fiumi, dove la velocità aumenta con la pendenza (fr:761, fr:232).
Le interazioni tra acqua e ostacoli generano fenomeni di riflessione, balzi e circolazione. L’acqua che percuote il fondo risale e si diffonde in direzioni multiple (fr:1700, fr:1467), mentre la resistenza dell’aria o del letto del fiume modifica la traiettoria: "Se il moto dell'aria fia più veloce che il moto dell'acqua, allora tal moto del mobile si farà più veloce" - (fr:1987). I balzi perdono potenza con la distanza (fr:1518), e le onde si propagano in modo circolare, con movimenti opposti tra centro e periferia (fr:331).
La profondità e la larghezza dei corsi d’acqua influenzano la velocità: fiumi più stretti e profondi scorrono più rapidamente (fr:545, fr:563). L’acqua pesa solo lungo la linea del suo moto (fr:2111), e la sua forza si esaurisce con l’attrito o la deviazione (fr:808, fr:1597). Fenomeni come risaltamento, sommersione e percussione sono descritti come effetti diretti di queste dinamiche (fr:48), mentre le gocce in caduta generano onde concentriche che non riflettono al centro (fr:331). La linea centrale delle correnti, come nelle "chiocciole" d’acqua, non coincide mai con l’asse verticale se non in condizioni specifiche (fr:2407, fr:2409).
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[9.1-40-2073|267]
Il principio di galleggiamento e la dinamica dei fluidi nei manoscritti leonardeschi
Dove l’aria, l’acqua e il peso si equilibrano in una geometria di forze invisibili.
Le frasi descrivono il comportamento dei corpi immersi in fluidi, con particolare riferimento al principio di galleggiamento e alla relazione tra peso, levità e pressione. Un corpo (come una barca) si immerge nell’acqua fino a quando il peso del volume d’acqua spostato eguaglia il proprio peso, come enunciato in "Tutto il peso della barca, posto al livello dell'acqua, è fatto eguale ad altrettant' acqua, computato la levità dell'aria, che li sta di sotto" - (fr:2071). L’aria contenuta nella barca riduce il peso complessivo, influenzando la profondità di immersione: "Quanto più d'aria avrà in se la barca, tanto men peso darà di se all'acqua che la circonda" - (fr:2086).
L’acqua non pesa all’interno del proprio elemento ("l'acqua infra l'acqua non pesa" - fr:2063), ma acquista peso quando si trova in un mezzo più leggero, come l’aria. Questo principio spiega perché un corpo galleggia solo se il peso del fluido spostato bilancia il suo: "se l'acqua che circonda la barca non potesse alzarsi in tanta quantità, che acquistasse peso eguale al peso della barca che la preme, non vi è dubbio che essa non potrebbe sostenere la barca" - (fr:2083). La pressione esercitata dall’acqua varia con l’altezza e la quantità di fluido sovrastante, come nel caso di vasi comunicanti o bottini: "il peso dell'acqua mossa in alto per alcuna canna fuori del suo livello avrà tal proporzione con il peso dell'altra acqua che la caccia, quale ha la grossezza della canna a quella del bottino" - (fr:2375).
Vengono inoltre analizzati i moti dei fluidi, come le correnti e le onde, dove la gravità e la resistenza del mezzo determinano traiettorie e riflussi. L’acqua che cade in un altro corpo d’acqua cessa di cercare il centro una volta incontrata resistenza ("l'acqua quando discende, non discende per andare al centro, ma perché non trova resistenza nel suo mezzo" - fr:169). Fenomeni come la formazione delle piogge o il comportamento dell’aria compressa (es. in mantici o vesciche) sono ricondotti alla stessa logica di equilibrio tra forze opposte. La dinamica dei fluidi è descritta come un sistema di spinte e controspinte, dove la continuità del mezzo impedisce vuoti e genera moti circolari o ondosi, come nel caso delle onde che "risorgono al medesimo modo" - (fr:2115).
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[10.1-40-2137|340]
Dinamica dei fluidi e principi di idraulica nei manoscritti di Leonardo da Vinci
"Dove l’acqua incontra resistenza, la sua forza si misura in proporzioni, non in quantità."
Le frasi analizzano i principi fisici che regolano il comportamento dei fluidi, con particolare attenzione alla relazione tra altezza, velocità, pressione e portata in sistemi idraulici. Vengono descritte le leggi che governano lo svuotamento di vasi comunicanti, dove la proporzione tra le altezze dei liquidi ("AB sia il doppio più alto che il vaso CP" - fr:2136) determina variazioni esponenziali nel tempo di deflusso. La velocità dell’acqua è direttamente legata alla pressione esercitata dal battente ("doppia velocità dà doppia acqua in un medesimo tempo" - fr:2254) e alla sezione degli spiracoli, con formule che correlano la diminuzione dell’altezza del liquido alla riduzione della potenza erogata ("se AB è posto egualmente al BC, lo spiracolo C diminuisce la metà della sua potenza" - fr:2216).
Emergono osservazioni sulle collisioni tra correnti di diversa densità o portata, dove il contatto avviene sempre con grandezza eguale ("sempre il contatto fia di eguale grandezza" - fr:623), ma con effetti asimmetrici: una corrente più veloce ma meno densa può avere un impatto equivalente a una più lenta ma massiccia ("la minore non percote la maggiore, se non nella sua metà" - fr:624). La geometria degli argini e delle bocche influisce sulla portata: maggiore obliquità aumenta la velocità e, di conseguenza, la quantità d’acqua versata ("tanto maggior quantità d’acqua verserà essa bocca" - fr:2290). Vengono inoltre esplorati fenomeni come la resistenza dei materiali in ambienti acquatici ("i pali che vi si trovarono [...] erano neri come carboni" - fr:2680) e applicazioni pratiche, come la costruzione di fondazioni subacquee o la misurazione del moto dei fluidi tramite dispositivi sperimentali ("misurare la proporzione della varietà dei loro intervalli" - fr:1357).
Le citazioni evidenziano un approccio empirico, con riferimenti a esperimenti diretti ("fa tale esperienza col vaso del miglio" - fr:2179) e a principi generali, come la relazione tra altezza e velocità ("tali essere le proporzioni della velocità del moto, quale è quella delle loro altezze" - fr:2226). La trattazione include anche considerazioni sulle macchine idrauliche, come la bilancia a contrappeso ("il peso disceso in D egli è nove decimi del peso che egli aveva dall’altezza B" - fr:2535), e sulle onde, dove la dinamica delle collisioni tra masse d’acqua di diversa grandezza viene descritta con precisione ("la minore interseca e passa sopra la maggiore" - fr:962).
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